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Viareggio
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I QUADERNI DELL'ALMANACCO



IL SOLSTIZIO INVERNALE

SPIGOLATURE E CURIOSITA'


di Franco Martinelli


Durante il Solstizio Invernale la Terra occupa una posizione particolare lungo la sua orbita attorno al Sole. Da tale punto il Sole illumina e riscalda in maggior misura l’emisfero Sud rispetto a quanto non accada per l’emisfero Nord. Da noi infatti i raggi solari arrivano molto inclinati, sull’orizzonte, mentre sotto l’Equatore risultano quasi perpendicolari.
Il punto di massima esposizione viene raggiunto intorno al 21 Dicembre e tale evento prende il nome di Solstizio Invernale nell’emisfero Nord e Solstizio Estivo in quello Sud (poichè al di sotto dell’Equatore le stagioni risultano invertite).

   

La bassa inclinazione del Sole fa sì che il suo percorso diurno nel cielo sia molto breve; questo significa che le giornate sono le più corte possibile e le notti le più lunghe di tutto l’anno.
La minore permanenza temporale del Sole nel cielo, assieme alla bassa inclinazione dei suoi raggi provoca le basse temperature tipiche dell’inverno. Il minor calore accumulato nelle poche ore diurne viene abbondantemente perso durante le lunghe notti.
Qui da noi l’altezza massima del Sole, che viene raggiunta intorno al mezzogiorno, è appena di una ventina di gradi, mentre durante il Solstizio Estivo (21 Giugno) arriva a ben 70 gradi .
Ed ecco alcune curiosità legate al Solstizio d’Inverno.

13 DICEMBRE: NON È IL GIORNO PIÙ CORTO DELL’ANNO!
L’esperienza popolare filtrata, codificata e tramandata dai proverbi ci ricorda che Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia. La festa della Santa cade però il 13 e non il 21 Dicembre; e allora? Grossolano errore dei nostri avi? Niente affatto. Fino al 1582 era in uso il Calendario Giuliano che per errori di arrotondamento aveva perso di circa 10 giorni il sincronismo con gli eventi astronomici e stagionali; in tale periodo il Solstizio di Inverno cadeva proprio intorno al 13. La riforma del Calendario attuata in quell’anno da Papa Gregorio XIII comportò la soppressione dei giorni eccedenti riportando il Solstizio alla sua data tradizionale, cioè il 21.
Ciò nonostante il proverbio, evidentemente ben radicato e probabilmente anche gradevole nella sua enunciazione, è rimasto nell’uso corrente ed è tutt’oggi usato, sebbene impropriamente.
La necessità comunque di ricordare l’evento solstiziale e di adeguarsi al nuovo calendario ha fatto nascere un nuovo proverbio, poco noto a dire il vero ma molto diffuso nel Veneto: San Tomìo, il dì più corto l’è il mio.
Nel vecchio calendario ecclesiastico infatti il 21 Dicembre si ricordava San Tommaso.

13 DICEMBRE: E’ IL GIORNO PIÙ CORTO DELL’ANNO!
Il fatto curioso è che comunque il 13 Dicembre (giorno più, giorno meno) si ha l’ora più presta del tramonto del Sole per cui, sebbene impropriamente, continua ad essere il giorno più breve come se la Santa, testardamente, non volesse rinunciare al suo antico primato. Infatti mentre il 21 Dicembre il giorno dura solamente 8 ore e 55 minuti il 13 la durata è di 8 ore e 59 minuti; in quest’ultimo giorno però il Sole tramonta alle ore 16.41 (a Viareggio) che, in assoluto, è l’orario più anticipato di tutto l’anno.
Questo fenomeno è, in realtà, artificiale e dovuto al nostro moderno modo di misurare il tempo. I nostri orologi infatti non indicano correttamente l’ora naturale che dovrebbero e che è legata alla effettiva posizione del Sole in cielo. Utilizzano un tempo diverso, più regolare ed uniforme che prende il nome di Tempo Medio (in contrapposizione al Tempo Vero indicato dal Sole). La differenza tra i due sistemi non è eccessiva (arriva al massimo a 16 minuti) ma è irregolare e variabile durante il corso dell’anno e prende il nome di Equazione (intesa nel senso di correzione) del Tempo Medio. Bene, se alle ore naturali del tramonto del Sole noi aggiungiamo questa correzione si ha il curioso risultato che la durata minima del giorno (dal sorgere al tramonto) resta ovviamente invariata e legata al 21 Dicembre, ma l’ora più presta del tramonto slitta indietro intorno al giorno 13. Questo, per quanto singolare, è ovviamente una semplice coincidenza. Se l’uomo non avesse adottato il Tempo Medio, l’ora più presta del tramonto sarebbe coincisa con il giorno dalla durata più corta, e cioè il 21.
Il grafico sotto riportato mostra, per tutto il mese di Dicembre, come l’ora del tramonto vero risulti modificata dalla curva del Tempo Medio. Il punto più basso della curva in nero si ha proprio il 21 Dicembre, mentre per quella in verde esso si è spostato intorno al 10-11 del mese. I due orari tornano a coincidere esattamente il 25 Dicembre, quando l’Equazione del Tempo si annulla.


E’ interessante notare che l’ora del tramonto (vero) rimane praticamente inalterata nel periodo che va dal 15 al 25 come se il Sole si fosse fermato; prima del 15 l’ora diminuisce progressivamente (anche se lentamente e addirittura quasi impercettibilmente) e dopo il 25 torna ad aumentare. E’ da questa “sosta del Sole” che deriva il termine Solstizio (= Sol stat) ed alcuni proverbi quali: Da Santa Lucia a Natale il dì allunga un passo di cane, (cioè di poco) oppure, Da Natale alla Strina (Befana) ‘nu pede de gallina (ancora meno).

DIES NATALIS INVICTI SOLIS.
A questo punto di svolta del Sole che, dopo essere arrivato al punto più basso del suo percorso stagionale torna ad allungare le giornate, gli antichi Romani (ma anche se in modo diverso un po’ tutte le altre civiltà del mondo) associarono la festa della nascita del Sole Invitto, del Sole cioè che tornava a illuminare le giornate e scaldare il suolo. Questa festività segnava la fine del ciclo negativo del Sole e l’inizio di un nuovo periodo stagionale. Il nostro odierno Capodanno, che cade molto prossimo al Solstizio, origina appunto da questa festa. Ma non solo; anche il Santo Natale deve la collocazione della sua data proprio a questa ricorrenza. Nel IV secolo Papa Liborio volle sovrapporre alla festa pagana del Sole Invitto la festa cristiana del Natale di Gesù Cristo. Solo successivamente le tre ricorrenze (Natale, Capodanno e Solstizio), nelle vicissitudini delle riforme calendariali e forse anche per esigenze liturgiche, si sono separate. La loro vicinanza però testimonia ancora oggi la loro comune origine.

SOLSTIZIO INVERNALE: IL 21 O IL 22?
Per tradizione popolare il Solstizio invernale è associato al 21 di Dicembre, ma non sempre esso si verifica in tale giorno. Come noto l’anno solare è lungo 365 giorni 5 ore e 49 minuti circa, mentre l’anno civile, essendo necessariamente costituito da giorni interi trascura le briciole e si ferma a 365.
Questo significa che ogni anno di calendario noi lasciamo per la strada queste briciole che determinano uno sfasamento progressivo rispetto ai fenomeni astronomici a ciclo annuo. Per recuperare questo sfasamento, come è noto a tutti, ogni quattro anni viene aggiunto un giorno all’anno civile, riportando così le cose (quasi) a posto.
Questo comporta che il Solstizio ogni anno cada circa 6 ore più tardi rispetto all’anno precedente. Quando cade un anno bisestile, conservandosi immutato l’incremento annuale di circa 6 ore, si avrà però un salto all’indietro di un giorno, grazie all‘inserimento del 29 Febbraio.
L’imperfezione quindi del nostro calendario fa sì che il Solstizio invernale (ma non solo esso; questa regola ovviamente vale anche per quello estivo e per gli equinozi) oscilli attualmente tra il 21 ed il 22. C’è da sottolineare che aggiungere un giorno intero ogni quattro anni non riporta esattamente le cose a loro posto; si aggiunge qualcosa di troppo che però questa volta viene recuperato ogni quattrocento anni. Resta pertanto una sorta di deriva temporale che fa sì che, in un lungo periodo, la oscillazione delle date non si fermi al 21 e al 22 ma, ogni tanto sfori sia verso il 20 che il 23. Così ad esempio l’ultima volta che il Solstizio si è verificato il 23 Dicembre risale al 1903 iniziando una lunga serie ininterrotta di 36 anni in cui poi è caduto sempre di 22. La prossima volta che cadrà il 20 sarà l’anno 2080 alternandosi con il 21 fino al 2101 per por scomparire dal calendario per quasi quattrocento anni.